RIGENERAZIONE URBANA E MODELLI INNOVATIVI DI RIUSO E GESTIONE DEGLI SPAZI PUBBLICI

Tavolo Yellow

Summary Report 3 Febbraio 2017

Partecipanti al tavolo

  • Beppe Fragasso, Presidente ANCE Bari Bat
  • Fabrizio Montanari, Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia
  • Rossana Torri, Comune di Milano
  • Carla Tedesco, Assessore all’Urbanistica e alle Politiche del Territorio Comune di Bari

Il focus del tavolo

Le direttrici entro le quali “Connect The Dots” ha immaginato il dialogo con la società civile e con i giovani in particolare, oltre al tema dell’Innovazione Sociale e di Industry 4.0, abbracciano inevitabilmente anche quello della rigenerazione urbana e dei modelli innovativi di riuso e gestione degli spazi pubblici.

I partecipanti al tavolo, pur rappresentando esperienze e interessi diversi, hanno condiviso la necessità di intervenire nella proposizione di soluzioni di rigenerazione urbana e di “rammendo” urbano che siano in grado di intercettare sia i fabbisogni di crescita e sviluppo del territorio che le soluzioni innovative proposte da attori sociali anche sulla scorta di best practices italiane e straniere.

Il confronto, che da subito ha generato interesse grazie agli interventi dei rappresentanti del Comune di Bari e dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili, se da una parte ha posto in chiaro le politiche e gli strumenti messi in campo dalla pubblica amministrazione (nel caso di specie dal Comune capoluogo) sui temi di rigenerazione, recupero e riuso di alcuni contenitori pubblici, in linea con quanto previsto dal “Patto di Amsterdam”, vale a dire il Documento fondante dell’Agenda Urbana per l’Unione Europea sottoscritto a maggio 2016 da tutti gli Stati Membri sotto la guida della presidenza olandese; d’altra parte, ha fatto emergere la voce forte degli imprenditori edili sui temi della coprogettazione, della semplificazione e della maggiore efficienza della azione amministrativa. Su quest’ultimo aspetto, in particolare, a più riprese è stato evidenziato che la vera sfida per vincere il degrado delle città e delle periferie è di rendere effettivamente convenienti gli interventi pubblici affrontando il problema del recupero con un nuovo approccio e una nuova consapevolezza sul ruolo delle norme che indichino procedure chiare e tempi certi per la loro realizzazione.

Il dibattito innescato da Connect The Dots anche su questo grandissimo tema che investe direttamente cittadini, imprese, Pa e terzo settore, ha coinvolto i principali attori della Area Metropolitana di Bari sulle prospettive e sulle criticità derivanti dalle linee di sviluppo urbano del capoluogo di regione e della sua area metropolitana, nella sua declinazione policentrica ma ancora non complessivamente compiuta.

Il confronto si è sviluppato anche attraverso la proposizione di esperienze di best practices provenienti da altre zone d’Italia e da interessanti proposte di rigenerazione e recupero degli spazi pubblici condivise da diversi partecipanti del pubblico.

I numeri del tavolo

Partecipazione per titoli/settore:

  • Studenti/Laureati
  • Università/Enti/PA
  • Imprenditori/Privato
  • Liberi Professionisti
  • Altro/ND

Partecipazione per genere:

Uomini: 95
Donne: 73

Totale partecipanti: 168

Bari e la sua rigenerazione urbana

Il concetto di rigenerazione urbana interessa aree territoriali differenti di una città: centri storici, periferie, waterfront, aree dismesse, sono alcune delle porzioni oggetto d’interventi di riqualificazione rispondendo alle diverse esigenze dei cittadini.

Uno dei principali strumenti su cui Bari ha puntato costruendo un percorso ampio e forte di rigenerazione è senza dubbio il PON Metro attraverso il quale, in un’ottica ben precisa di riqualificazione, riuso e rigenerazione urbana, ha inteso catalizzare l’attenzione sul quartiere Libertà, adiacente al centro murattiano.

La scelta dell’amministrazione comunale, ampiamente descritta nei documenti di programmazione del PON Metro, mette in luce la forte connessione tra il concetto di rigenerazione urbana e quello di innovazione sociale. Il recupero di spazi urbani dismessi o abbandonati, infatti, rappresenta una leva importante per le amministrazioni pubbliche non solo per recuperare aree urbane cadute in disuso, ma anche per rivitalizzare gli ecosistemi urbani stimolando la contaminazione tra settori diversi dell’economia e generando nuove connessioni nella sfera sociale urbana. In questa logica, i luoghi rigenerati non segnano solo un importante cambiamento nella geografia urbana, ma portano nuovo valore diventando contenitori di nuove progettualità e di nuove energie. In altri termini, la rigenerazione urbana può diventare occasione per attivare nuove iniziative e nuove connessioni andando anche a creare opportunità per nuove imprese, nuovo lavoro o nuove iniziative dal valore sociale (si confronti a tal riguardo i temi del Tavolo “Innovazione Sociale” di Connect The Dots).

Gli interventi di rigenerazione urbana in Italia, come a Bari, pongono anche sfide e problemi che devono essere opportunamente gestiti. Ad esempio, è importante presidiare i processi di governance di questo tipo di operazioni. In tal senso, è strategico definire chiaramente il ruolo dei soggetti di natura pubblica che normalmente hanno la cabina di regia di operazioni di questo tipo. Se è vero però che l’intervento pubblico trova piena giustificazione nell’interesse di una collettività verso il recupero di aree cadute in disuso, resta aperta la sfida su come bilanciare azioni più “dirette dall’alto” (top down) con il bisogno di coinvolgere i protagonisti in modo più spontaneo e dal basso (bottom up).

In questo senso, infatti, diventa importante riuscire a coinvolgere, con una logica multi-stakeholder, un numero rilevante di attori, territoriali e non. Questi infatti, se opportunamente coinvolti, possono contribuire al successo delle iniziative anche sfruttando esperienze già ampiamente sperimentate altrove. Tuttavia, se aprire un confronto tra i diversi stakeholder può far emergere una varietà d’idee progettuali, punti di vista, segnalazioni e bisogni, ciò va anche ad incrementare la complessità, richiedendo un importante sforzo di integrazione, di gestione delle relazioni e di coordinamento.

Accanto al PON Metro, tuttavia, potremmo identificare altri due strumenti di programmazione che interessano lo sviluppo e la rigenerazione delle aree urbane in Puglia e a Bari:

  • PO Puglia FESR – Asse XII
    L’obiettivo è quello di realizzare azioni integrate in centri urbani di medie dimensioni, anche mediante interventi pilota o sperimentali, in aree periferiche e marginali interessate da degrado degli edifici e degli spazi aperti, ivi compresi i contesti urbani storici e le aree dismesse, parzialmente utilizzate e degradate. Interventi, quindi, che possano svolgere un ruolo di sprone ai fini della diffusione della riqualificazione di quartieri periferici delle città medie, interpretando la sostenibilità soprattutto in chiave ecologica, con particolare riferimento a ridisegno e modernizzazione di infrastrutture e servizi urbani per i residenti e gli utilizzatori delle città.
  • Patto per lo sviluppo della Città metropolitana di Bari
    L’obiettivo è quello di intervenire su 5 Assi prioritari (infrastrutture, ambiente, riqualificazione sociale, turismo e cultura, sviluppo economico) con progetti immediatamente cantierabili integrando le risorse di Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020 (FSC), altre fonti già assegnate e ulteriori risorse per l’attuazione degli interventi per la Città metropolitana.

E’ anche grazie alla programmazione regionale e nazionale, quindi, a supporto delle aree metropolitane che i temi di rigenerazione, riqualificazione, riuso, trovano collocazione e vengono riconosciuti e finanziati. Nel caso dell’area metropolitana di Bari sicuramente trovano spazio importanti porzioni di aree urbane di rilevanza sociale ed economica produttiva che in qualche modo rispondono anche a sollecitazioni emerse nel corso del Tavolo di Connect The Dots:

  1. Zone costiere: a rendere particolarmente diversificato il processo di trasformazione urbana di Bari è sicuramente l’area costiera: fronte portuale, riorganizzazione degli approdi marittimi, ridefinizione dell’interazione mare/terra, degrado paesaggistico (strade asfaltate, manufatti abbandonati (ex ristoranti, pescherie, etc);
  1. Mobility: è una delle leve fondamentali che potrebbe elevare la qualità della vita di ogni singolo cittadino a livello urbano: intermodalità, cultura della mobilità, rispetto verso i diversamente abili, etc.
  1. Periferie e semiperiferie: il problema della marginalizzazione sociale di alcuni quartieri desta sempre la sua preoccupazione a Bari come in altre città dell’area metropolitana. Mancanza di servizi, degrado urbanistico, degrado sociale, sono alcuni dei fattori che, se non affrontati e risolti, potrebbero inficiare sulle possibilità di riqualificazione e di riscatto di ampie fasce di popolazione.
  1. Riuso: immobili dismessi, abbandonati, edifici pubblici senza alcuna destinazione d’uso, ormai sono diventati invisibili agli occhi del cittadino barese. E’ necessario procedere ad un’azione di riuso e rifunzionalizzazione di interi immobili e aree abbandonate attraverso progetti che ne mutino la destinazione in un’ottica di innovazione sociale.

Contributors

Il dialogo tra relatori e partecipanti al Tavolo è stato arricchito da esperienze dirette di professionisti, associazioni, organizzazioni che si sono alternate presentando soluzioni anche particolarmente innovative in alcuni casi già presenti su Bari e, in altri casi, potenzialmente candidabili. Come già fatto anche per gli altri Tavoli riportiamo di seguito alcune esperienze e stimoli provenienti da realtà attive nella città di Bari.

  • Small
    Soft Metropolitan Architecture & Landscape Lab è uno studio e associazione culturale che indaga sulla condizione urbana contemporanea sia attraverso il progetto di architettura, sia attraverso forme di ricerca parallele, ibridando la pratica curatoriale con l’editoria indipendente e la sperimentazione in ambito accademico. Essi pongono l’accento sullo spazio pubblico tornato in tutto il mondo a farsi protagonista della cronaca e a legarsi a un immaginario fisico connesso al crescere di movimenti di opinione e consapevolezza da parte di svariate forme di cittadinanza attiva, in Europa e altrove, anche grazie alle tecnologie di informazione che potenziano le possibilità di azione delle reti sociali. Lo spazio pubblico inteso da Small costituisce la totalità del campo entro il quale si giocano le relazioni della forma e della vita urbana, struttura e contenuto della rappresentazione della città a se stessa e agli altri, arena di conflitti, di consolidamento di identità antiche e di creazione di nuove.
  • Action Aid
    E’ un’organizzazione internazionale indipendente impegnata nella lotta alle cause della povertà e dell’esclusione sociale in 46 Paesi del mondo. Dall’89 ActionAid Italia, membro della Federazione, agisce localmente con la strategia “Italia, sveglia!”, ponendo l’accento sulla necessità di riformare il “sistema-paese” Italia, per renderlo in grado di affrontare le sfide globali dei diritti e delle nuove povertà. Action Aid ha posto l’accento sulla possibilità di utilizzo degli Open Data per il monitoraggio civico dei processi di rigenerazione.
  • LAN
    LAN (Laboratorio Architetture Naturali) promuove l’autocostruzione e l’autorecupero, la riscoperta delle antiche tecniche artigianali attualizzate ed innovate. Si impegna nella promozione della cultura dell’eco-sostenibilità, del consumo consapevole e dell’etica sociale. A partire dal problema della riqualificazione delle periferie e dei quartieri abusivi, del recupero del patrimonio edilizio pubblico abbandonato, LAN auspica l’attivazione di politiche locali che siano in grado di favorire e sviluppare una reale ed attiva partecipazione dei cittadini: autocostruzione e autorecupero sono potenzialità da sviluppare, per la soddisfazione dei bisogni, in modo da promuovere la partecipazione diretta degli utenti ai processi costruttivi, alla salvaguardia e controllo degli spazi pubblici, alla realizzazione e manutenzione di aree per un risparmio della spesa pubblica. SPERIMENTAZIONE DI MODELLI DI SVILUPPO URBANO: Introduzione dell’ecologia e permacultura urbana tra le tematiche della riqualificazione urbanistica ed ambientale, quale metodologia operativa volta a conseguire una visione più complessiva ed integrata dei fattori che interagiscono nelle trasformazioni dell’organismo urbano.
  • POP Hub
    La mission di PoP HuB è quella di creare una rete di persone e di spazi, a partire dagli edifici dismessi e sottoutilizzati delle città, con l’obiettivo di denuncia di situazioni di abbandono e quindi di rivalutazione degli edifici. L’obiettivo nel medio lungo termine è innescare processi di riattivazione e rivitalizzazione attraverso la partecipazione e la cooperazione, trasformando questi spazi abbandonati in luoghi di pratiche quotidiane che accolgano passioni e progetti (laboratori, attività sperimentali, progetti a carattere sociale, culturale e di innovazione), studiando nuovi modelli di accordo pubblico-privato e formule alternative di recupero e gestione. Pop Hub è rivolto a tutti gli individui, gruppi, enti pubblici e privati che svolgono un ruolo attivo nella vita della città, proponendosi come connettore di sinergie e soluzioni collaborative che rispondano in maniera innovativa alla mancanza di spazi per la creatività e l’innovazione, e promotore di processi di sensibilizzazione e riappropriazione in chiave reuse-reduce- recycle.

Gli attori presenti, prevalentemente professionisti, con i loro contributi dimostrano effettivamente il forte legame, le connessioni, le linee di sviluppo sinergiche tra politiche di rigenerazione urbana e innovazione sociale. Quanto su riportato, infatti, dimostra il dinamismo culturale della realtà barese orientata ad identificare le aree o i beni pubblici come luoghi e/o beni di importanza strategica funzionali ad un riscatto sociale ed economico.

Connect The Dots, attraverso l’allegato ai summary report dei tre tavoli, fornisce di fatto un framework completo degli strumenti attraverso i quali il sistema pubblico sostiene e investe in interventi integrati.