INDUSTRY 4.0 E INFRASTRUTTURE IMMATERIALI

Tavolo Red

Summary Report 3 Febbraio 2017

Partecipanti al tavolo

  • Francesco Boccia, Presidente Commissione Bilancio Camera dei Deputati
  • Leonello Trivelli, Università di Pisa
  • Roberto Bellotti, Università degli Studi di Bari Aldo Moro
  • Pierpaolo Pontrandolfo, Politecnico di Bari
  • Francesca De Leo, CNR Bari

Il focus del tavolo

La connessione tra imprese, ricerca, giovani, pubblica amministrazione che ha avviato “Connect The Dots” a Bari il 3 febbraio 2017 è un punto di partenza strategico per costruire un paradigma efficace per il sistema produttivo dell’area metropolitana di Bari su quella che viene definita come la quarta rivoluzione industriale, Industria 4.0.

Il dibattito condotto nell’ambito del Tavolo “Industry 4.0 e infrastrutture immateriali” se da un lato ha ripercorso la capacità del sistema italiano di approcciarsi a sistemi tecnologici estremamente innovativi di sensorizzazione, networking e automazione integrati a processi produttivi di beni strumentali, dall’altro ha fatto emergere spunti di riflessione e di interazione di grande interesse tra i vari attori, prevalentemente giovani, che a vario titolo agiscono il sistema con una straordinaria partecipazione degli studenti universitari di Università degli Studi di Bari e Politecnico di Bari.

La vivacità della ricerca del sistema accademico barese, tra Università degli Studi di Bari Aldo Moro, Politecnico di Bari e Consiglio Nazionale delle Ricerche, anche attraverso l’ecosistema di spinoff e startup nate dall’intùito e dalla creatività di giovani innovatori baresi, è una importante base da cui partire per rafforzare l’interazione e la contaminazione di idee/soluzioni e progetti tra mondo della ricerca, sistema delle imprese ed energie dei giovani universitari.

Connect The Dots in quest’ottica ha inteso contribuire al dibattito a livello locale animando 3 tavoli di discussione tenendo conto sia dell’attualità dei temi (Industry 4.0, Innovazione Sociale e Rigenerazione Urbana) sia delle specificità e delle dinamiche di sviluppo territoriali.

I partecipanti al tavolo Industry 4.0 e infrastrutture immateriali”, infatti, rappresentanti della politica e dei principali enti di ricerca pienamente inseriti nel processo di attuazione del “Piano nazionale Industria 4.0 2017-2020” sviluppato dal MISE, hanno rievocato le quattro direttrici del piano per le quali è fondamentale attivare importanti leve di investimento:

  • Investimenti innovativi: stimolare l’investimento privato nell’adozione delle tecnologie abilitanti dell’Industria 4.0 e aumentare la spese in ricerca, sviluppo e innovazione;
  • Infrastrutture abilitanti: assicurare adeguate infrastrutture di rete, garantire la sicurezza e la protezione dei dati, collaborare alla definizione di standard di interoperabilità internazionali;
  • Competenze e Ricerca: creare competenze e stimolare la ricerca mediante percorsi formativi ad hoc;
  • Awareness e Governance: diffondere la conoscenza, il potenziale e le applicazioni delle tecnologie Industria 4.0 e garantire una governance pubblico-privata per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Essenzialmente i temi su cui, anche se in forma frammentata e disorganica, le stesse regioni nel recente passato hanno costruito piani strategici di investimento e che, nell’attuale programmazione, si sono tradotti in veri e propri strumenti di policy, sia a livello nazionale che regionale, per agire in forma decisiva su competenze e tecnologie, curvando le innovazioni a seconda del fabbisogno e delle dinamiche di crescita di ogni singolo territorio.

Necessario, dunque, se non strategico, “connettere” accademia, impresa e giovani universitari per generare il miglior dialogo possibile per la costruzione ed il rafforzamento di un sistema virtuoso di crescita territoriale.

Connect The Dots, pertanto, in virtù di questi presupposti ha stimolato il coinvolgimento di reti e attori che hanno già da tempo intrapreso un percorso di sviluppo orientato principalmente alla ricerca e all’innovazione legate alle KET che, per opportuna conoscenza, riportiamo di seguito:

  • Ket 1 — micro e nanoelettronica
  • Ket 2 — nanotecnologie
  • Ket 3 — biotecnologie industriali
  • Ket 4 — fotonica
  • Ket 5 — materiali avanzati
  • Ket 6 — tecnologie di produzione avanzata

Il matching tra giovani universitari, giovani startupper, istituzioni ed enti di ricerca, ha prodotto un confronto su esperienze, metodi, idee di sviluppo, strategie politiche che nel territorio dell’Area Metropolitana di Bari potrebbe generare un impatto notevolissimo in termini di innovazione, se opportunamente catalizzato e/o ricondotto agli asset di sviluppo su cui l’area barese ha già costruito un percorso.

I numeri del tavolo

Partecipazione per titoli/settore:

  • Studenti/Laureati
  • Università/Enti/PA
  • Imprenditori/Privato
  • Liberi Professionisti
  • Altro/ND

Partecipazione per genere:

Uomini: 92
Donne: 37

Totale partecipanti: 129

Industry 4.0 e PMI pugliesi

Il territorio della provincia barese è caratterizzato da un patrimonio solido ma allo stesso tempo frammentato di PMI che, grazie ad una connotazione tecnologica e specialistica, contribuiscono a posizionare l’industria meridionale in Europa a livelli comparabili con l’intero Valore Aggiunto Manifatturiero di alcuni paesi del nord Europa (18° posto nella classifica UE – dati Istat, Eurostat 2015).

Grazie alla sempre più forte influenza scientifica e universitaria, anche le microimprese sono in grado di giocare un ruolo di tutto rilievo nel paradigma Industry 4.0, declinando le intersezioni tra i “Domini di Riferimento” e le “Traiettorie Tecnologiche”, descritte nei documenti di programmazione e sviluppo “Smart Specialization Strategy – Regione Puglia”. È proprio nella specializzazione 4.0 che sono poste le basi per il futuro delle nuove generazioni di imprese, sempre più improntate alla collaborazione per filiera verticale e orizzontale.

Contributors

Ma è da alcune esperienze dirette degli imprenditori locali e stakeholder dell’innovazione intervenuti nell’ambito di “Connect The Dots” che si comprende quanto le realtà industriali del territorio siano in linea con le policy regionali e nazionali, e pertanto pronte a cogliere le opportunità concrete che ne derivano.

  • Technosec
    La prima esperienza è quella di Marco Pennelli, amministratore di TechnoSec, che ha sviluppato una piattaforma in cloud attraverso la quale poter visualizzare, gestire e strutturare algoritmi delle informazioni provenienti da un gateway connesso ad un processo industriale o ad una macchina dotata di sistemi di controllo e monitoraggio. Pennelli ha posto in evidenza quanto le potenzialità del suo prodotto, in continua evoluzione ed aggiornamento, possano essere sfruttate appieno solo se inserite in una azione propositiva di tipo multidisciplinare. Proprio per questo ha creato una Rete d’Impresa assieme ad un’altra startup e ad altre quattro aziende consolidate, grazie alla quale la sua proposta è al vaglio di grandi imprese locali che ne stanno valutando l’utilizzo.
  • Leanfa
    Marco Fiore, dopo alcuni anni di esperienza trascorsi in un’azienda locale attiva nel settore delle radiofrequenze, ha deciso con alcuni colleghi ingegneri di fondare Leanfa, startup specializzata nelle Tecnologie RF e Microonde per il settore medicale. Da una commessa proveniente dall’estero oggi, dopo 2 anni e mezzo di vita l’azienda ha due dipendenti e una sua strategia di penetrazione frutto del riscontro tecnologico del mercato.
  • Icam
    Ultimo, ma non di minore importanza, l’intervento del dott. Roberto Bianco amministratore di una nota azienda pugliese, aperta all’innovazione e alla ricerca continua di tecnici specializzati sia nel settore meccanico che informatico. In veste di rappresentante di Confindustria Bari e BAT ha fatto cenno alla positiva esperienza del progetto MatchUP. In profonda sinergia con le sfide poste dall’Industry 4.0 e con la ferma volontà di dare un boost alle nuove imprese, l’Associazione degli Industriali ha modificato il suo statuto inserendo la nuova sezione merceologica delle startup, che vengono ospitate gratuitamente per 2 anni e “accompagnate” nel loro sviluppo grazie anche alla messa a disposizione dei servizi solitamente riservati alle multinazionali iscritte e alla consulenza gratuita di Assoservice. Il progetto ha agevolato e continua a incoraggiare il mentoring industriale e finanziario da parte di grandi aziende ad alcune startup promettenti, l’instaurarsi di collaborazioni attive e la creazione di Reti d’Impresa, come quella realizzata da TechnoSec.

Alla luce delle esperienze sopra citate va messo in risalto come il territorio sia pronto ad accompagnare con numerose iniziative sia i giovani che hanno già avviato un’impresa, sia coloro che hanno o vogliono aver un ruolo nel mondo dell’innovazione.