INNOVAZIONE SOCIALE E START UP DI IMPRESA

Tavolo Blu

Summary Report 3 Febbraio 2017

Partecipanti al tavolo

  • Paola Romano, Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Bari
  • Marco Nannini, Impact Hub Milano
  • Christian Iaione, Unimarconi e Luiss LabGov
  • Annibale D’Elia, Esperto in politiche per l’innovazione

Il focus del tavolo

“Connect The Dots” ha voluto aprire il 2017 a Bari con un importante appuntamento in cui si è inteso mettere a fuoco il concetto di social innovation con il contributo di tante realtà già presenti sul territorio barese che ne interpretano ampiamente le finalità e lo scopo. Rappresentanti delle istituzioni, ricercatori, esperti e giovani startupper hanno dato vita ad una sessione di confronto che ha messo a nudo 2 fattori importanti e determinanti: i processi di sviluppo dell’innovazione e le capacità relazionali e di networking.

Formalmente l’Unione Europea attraverso il Regolamento (UE) n. 1296/2013 dell’11 dicembre 2013, ha così definito l’innovazione sociale: “le innovazioni che hanno sia finalità sia mezzi sociali, e in particolare quelle che fanno riferimento allo sviluppo e all’attuazione di nuove idee (riguardanti prodotti, servizi e modelli) che rispondono a esigenze sociali e, contemporaneamente, creano nuovi rapporti o collaborazioni sociali, fornendo un beneficio alla società e promuovendo la capacità di agire della stessa”

In questo quadro il confronto e gli spunti emersi dai relatori e dagli attori di innovazione sociale presenti all’incontro Connect The Dots del 3 febbraio 2017 hanno in qualche modo delineato la vivacità giovanile presente in terra di Bari legata sia ad una sana competizione sui processi di innovazione sia alla buona capacità di aggregazione e di fare rete.

I principali fattori che hanno determinato questa spinta di innovazione derivano sicuramente dal supporto di politiche dell’Unione Europea e di governi nazionali e regionali tese a favorire un nuovo approccio alle dinamiche di sviluppo locale. Uno sviluppo che non è più alimentato, tuttavia, da iniezioni di soli interventi della pubblica amministrazione o di prodotti/processi “venduti” dal sistema imprese; ma che, al contrario, avanza nel solco di una nuova visione che ogni pezzo di società (PA, Cittadini, imprese, organizzazioni) produce su esigenze e bisogni reali che possono essere soddisfatti da una cooperazione tra diversi attori.

I numeri del tavolo

Partecipazione per titoli/settore:

  • Studenti/Laureati
  • Università/Enti/PA
  • Imprenditori/Privato
  • Liberi Professionisti
  • Altro/ND

Partecipazione per genere:

Uomini: 96
Donne: 54

Totale partecipanti: 150

Policies e strumenti

La social innovation e lo spirito di startup di impresa si caratterizzano anche da una fortissima spinta motivazionale individuale e di gruppo da cui nasce un’idea che può svilupparsi in iniziativa imprenditoriale.

In Europa il concetto di social innovation si è dapprima concentrato prevalentemente sullo sviluppo di policies e di interventi orientati alle ICT e all’energia come dimostrano i documenti di programmazione che la Commissione Europea ha introdotto attraverso il Programma Horizon 2020. Uno strumento di grandissima portata finanziaria che spinge gli Stati Membri e le organizzazioni della ricerca e imprenditoriali a sperimentare e sviluppare processi e prodotti innovativi per il benessere sociale.

Negli ultimi anni, tuttavia, l’evoluzione del concetto di social innovation, che si è maturato soprattutto sotto la spinta propulsiva degli Stati Membri dell’area mediterranea come Spagna e Italia, ha fatto emergere una nuova via di sviluppo legata alla promozione e al sostegno di iniziative imprenditoriali innovativa ad alto impatto sociale ed ambientale.

Prodotti, processi e servizi estremamente innovativi sperimentati da realtà del terzo settore, da aggregazioni di giovani o da semplici cittadini, che si traducono successivamente in offerta al mercato e, quindi, con un potenziale di sviluppo imprenditoriale capace di intercettare i fabbisogni della società.

Attraverso questa dimensione “Connect The Dots” pone al centro del dibattito tra i partecipanti al tavolo le possibilità attuali e future di sostegno e di sviluppo di proposte innovative fornendo alcuni spunti sulle opportunità disponibili.

Contributors

  • Cinemagica
    Cinemagica sviluppa contenuti immersivi, basati sulla tecnologia del video a 360°, e tutti gli strumenti per la loro fruizione. Lo spettatore, per mezzo di questa tecnologia, viene letteralmente trasportato all’interno dei luoghi desiderati ed ha la sensazione di essere realmente li, completamente immerso nel video, potendo liberamente guardare in ogni direzione esattamente come nella realtà.Pensiamo sia possibile ed auspicabile l’utilizzo delle nostre tecnologie per consentire a persone con disabilità di visitare luoghi e fare esperienze che altrimenti sarebbero loro precluse. Abbiamo già avuto modo di sperimentare questo approccio con molte persone disabili, abbiamo fatto loro sperimentare il “volo dell’angelo” o un volo in mongolfiera su Matera ed abbiamo riscontrato con quale entusiasmo questa tecnologia sia stata accolta. I mezzi di fruizione che proponiamo vanno dal semplice visore Gear VR si Samsung ad una struttura gonfiabile ed itinerante, da noi progettata, una sfera di 15 metri, all’interno della quale proiettare contenuti immersivi a 360°. Le applicazioni sono molteplici e ci piacerebbe confrontarci, approfondire i possibili ulteriori utilizzi di queste tecnologie.
  • Scuola Open Source
    “Vincitrice del Bando Che Fare 2015, la Scuola Open Source facilita l’organizzazione di progetti di ricerca, corsi ed eventi on demand nel campo dell’innovazione unendo domanda e offerta di innovazione tecnologica sul territorio da cittadini, start up, imprese, organizzazioni e P.A., nel cuore di Bari Vecchia.L’open innovation è forse una delle più potenti tra le poche armi a disposizione delle micro e PMI del territorio, ma presuppone una faticosa collaborazione con altre realtà: start up, incubatori, P.A., investitori più e meno istituzionali e, ovviamente, imprese. Ma soprattutto richiede una qualità tanto fondamentale quanto rara: l’umiltà di riconoscere che per risolvere un problema bisogna fare rete, mettere da parte gli egocentrismi e condividere valori e conoscenza, prima che risorse, per creare valore dall’innovazione condivisa.Quali potrebbero essere delle misure adeguate a far dialogare tali questi player senza le fatidiche paure “mi rubano l’idea” / “devo dare l’impressione che la mia azienda non abbia problemi” / ecc.?”
  • Impact Hub Bari
    “Impact Hub Bari è uno spazio di coworking multidisciplinare per imprenditori, freelancers, start-up ed innovatori, dove lavorare in maniera indipendente all’interno di un network dai valori condivisi: innovazione, sostenibilità, alto impatto sociale. È uno spazio di lavoro in cui avviare collaborazioni e lasciarsi ispirare, e, allo stesso tempo, un incubatore di idee. Ma IH Bari non è solo un luogo fisico, è anche una community che mette in rete esperienze, professionalità, persone ed idee. Impact Hub Bari fa parte di una rete internazionale di più di 70 spazi fisici nel mondo e un movimento che conta più di 9.000 persone tra innovatori sociali, imprenditori, creativi e professionisti. Avendo iniziato le nostre attività nel 2011, possiamo dire di essere stati gli apri pista, sul nostro territorio, per quanto riguarda il mondo delle startup. Negli anni abbiamo organizzato 5 edizioni del format internazionale Startup Weekend, abbiamo svolto svariate iniziative e abbiamo lanciato una prima edizione di un contest + programma di incubazione dedicato alle startup denominato “Challenges Camp”. L’obiettivo ora è evolvere queste iniziative, a volte slegate tra loro, verso un laboratorio permanente e un connettore di tutto l’ecosistema territoriale dell’innovazione e dell’impresa. Con lo scopo di: scoprire giovani talenti e aiutarli ad emergere, consigliare e accompagnare idee con buon potenziale e aiutarle a diventare impresa, accelerare progetti/imprese per favorire la loro crescita. Siamo però dell’idea che questo obiettivo vada condiviso e sviluppato con altre realtà, al fine di creare un (eco)sistema che abbia un impatto positivo sulle capacità del territorio di generare economie, esportare competenze ed emancipare tutte le generazioni che si affacciano al mondo del lavoro”.
  • Caps
    “C.A.P.S. nasce nel 1991 e gestisce servizi per persone senza dimora, migranti, minori, famiglie. La Cooperativa promuove forme di innovazione sociale attraverso esperienze inedite di integrazione pubblico/privato, con una specifica attenzione alle ricadute economiche e territoriali degli interventi posti in essere, attraverso il reinserimento sociale e lavorativo di persone in difficoltà.Da sempre si propone di realizzare forme innovative di intervento, a partire dai bisogni emergenti nel territorio. In particolare, negli ultimi anni la Cooperativa si è concentrata su iniziative volte a promuovere l’inserimento socio-lavorativo di fasce svantaggiate della popolazione. Questo obiettivo ha trovato in Artes Cafè una prima declinazione, con la realizzazione della prima caffetteria/bottega/bistrot sociale nel centro storico di Bari; e sarà ulteriormente sviluppata e potenziata nell’ambito del progetto “Villa Artemisia”, che sarà realizzato nel Quartiere di Santo Spirito di Bari, all’interno di uno tra i più importanti beni confiscati della città. Il progetto promuoverà un’innovativa esperienza di accoglienza e di inserimento lavorativo di 8 neomaggiorenni (italiani e stranieri) transitati nelle Comunità educative della città. I giovani saranno accolti all’interno di un Gruppo Appartamento in Villa Artemisia e saranno impegnati a gestire un complesso di attività commerciali all’interno della stessa struttura: una caffetteria/bar/bistrot, con un annesso ostello sociale, corredato di ampi spazi verdi e piscina, un orto sociale per la coltivazione a km0 ed un complesso di attività culturali (concerti, reading, rappresentazioni teatrali, mostre d’arte).”
  • Tou Play
    “Tou Play è una startup dell’Università degli studi di Bari che si occupa di valorizzazione territoriale attraverso il gioco. Come rendere semplice la comprensione del potenziale che può raggiungere una comunità influenzata da azioni di innovazione sociale? La sfida è quella di “formare” l’attuale corpo docente distraendolo da ciò che è una concezione lenta di comunità, aggiornando le procedure e le dinamiche in cui la scuola viene coinvolta. Perché? Perché educare le nuove generazioni a scuola vuol dire riuscire ad entrare nelle famiglie, in quei processi radicalizzati in cui il docente o la figura autorevole hanno ragione e, se il fanciullo torna a casa felice e contento, spiegando/raccontando una cosa nuova che ha imparato a scuola, la famiglia riceve un nuovo stimolo per supportare il fanciullo nel suo percorso di studi e nella vita di ogni giorno. Se tutto ciò fosse indirizzato all’innovazione sociale e alla cultura dell’autoimpresa, riusciremmo a creare una generazione ed un futuro, che si disegna da solo, grazie alle idee di ogni individuo che punta alla collettività.”
  • Comama
    “Comama nasce da un’idea di The Hub Bari come primo spazio di coworking per mamme e papà dotandosi di un’area per l’infanzia. Comama persegue, quindi, l’obiettivo di un cambiamento dell’organizzazione del lavoro affinché sia più confacente alle necessità delle famiglie di oggi. Uno spazio di lavoro condiviso che vuole mettere insieme mamme e papà, liberi professionisti e imprenditori che vogliono e possono conciliare vita familiare e lavorativa. Adiacente allo spazio di lavoro è presente un’area dedicata ai bambini che sono seguiti da educatrici qualificate. Lo spazio infanzia di seguito denominato cobaby, è uno spazio di gioco e di apprendimento e non una ludoteca. È uno spazio di ispirazione montessoriana che vede la presenza di bambini di età eterogenee; così che i più piccoli possano imparare dai più grandi e questi a loro volta possano sviluppare il senso di cura verso l’altro. Inoltre Comama vuole essere anche spazio di transizione in modalità smart working per quelle aziende illuminate che pensano che un reintegro graduale della dipendente in uno spazio terzo, che non è la casa e non è l’ufficio, non possa fare altro che migliorare la sua produttività.”
  • BBPlane
    “BBPlane è una piattaforma web dove Utenti e Piloti possono incontrarsi per condividere i posti liberi. I viaggiatori potranno chiedere un passaggio, proporre nuove rotte o tour delle principali città dall’alto. Tutto questo, condividendo solo le spese di volo e vivendo un’esperienza emozionante, flessibile ed unica. La sharing economy può essere, in questo momento di crisi del tessuto socio-economico locale e nazionale, un potente motore della social innovation?Noi del team di BBPlane crediamo fortemente nella sharing economy come volano di innovazione per un territorio che, come il nostro, è favorevole, da un punto di vista culturale, geografico e storico, a formare una nuova generazione di imprenditori che facciano dell’innovazione sociale il loro cavallo di battaglia. Il paradigma dell’economia basata sul mero consumo ha dimostrato come questa non possa reggere in un contesto in cui gli stakeholder, a qualsiasi livello, sono sempre più attenti alla sostenibilità sociale, ambientale ed economica. In più, le tecnologie ed il web 2.0 hanno reso l’utente finale molto più partecipe e partecipativo nei processi industriali e il mondo imprenditoriale, non esattamente pronto, non può prescindere dal coinvolgimento attivo di quest’ultimo. Si rende necessario, a nostro avviso, un dibattito su come istituzioni pubbliche, università, imprese e terzo settore possano attivamente collaborare per sviluppare nuovi modelli di impresa, profittevoli e socialmente utili.”

I diversi attori intervenuti a Connect The Dots dimostra, di fatto, una pluralità di idee/soluzioni, anche molto creative, che animano un vero e proprio ecosistema che nell’area metropolitana di Bari di anno in anno si sviluppa e cresce generando un altissimo valore ed impatto sociale.

Alcuni di questi attori, infatti, se da un lato intrecciano e forniscono servizi al cittadino, dall’altro entrano a pieno titolo nel sistema imprenditoriale proprio grazie al network sociale promuovendo performance economiche interessanti applicabili in qualsiasi contesto territoriale.

La teoria che il capitale sociale attivi e sviluppi la figura dell’imprenditore è una realtà già sperimentata in Terra di Bari come dimostrano le esperienze di alcuni attori su citati.

Tuttavia è bene rimarcare che le finalità di Connect The Dots non erano semplicemente quelle di mettere in luce la vivacità di associazioni o start up già presenti e attive, piuttosto quello di trasferire alla popolazione studentesca universitaria e ai giovani più in generale una prospettiva di crescita nel mercato del lavoro mutuando e/o adottando esperienze, policies e strumenti che il sistema pubblico e privato attualmente possono offrire in Italia.